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La spazzatura di Napoli che sparisce era un bluf.
Da mesi stava lentamente tornando la spazzatura ovunque, ma parlare di nuova emergenza rifiuti sembrava impossibile, era vietato come la peggiore delle bestemmie.
Invece La provincia di Napoli è tornata un "letamaio", la provincia di Caserta ha nuovamente le strade foderate di spazzatura, la popolazione è tornata a ribellarsi per l'apertura di nuove discariche.
In questa drammatica situazione, a differenza di qualche mese fa, tutto tace.
Forse perchè i cittadini sono ormai rassegnati a questo stato delle cose o forse perchè le parti sociali non vogliono pressare il Governatore della Regione che sta preparando il "grande piano per l'occupazione".
La realtà è che, in campagna elettorale coloro che inneggiavano alla "piazza pulita", hanno dovuto accontentarsi solo dell'epurazione di qualche volto più o meno noto della politica napoletana, mentre la pulizia delle città, tristemente non è ancora pervenuta.
Nel merito della questione, però non voglio entrare, anche perchè finirei per legittimare la grande opera di spreco e clientelarismo che si continua a perpretare.
In questa sede invece vorrei parlare di diritti, di quelli negati dall'emergenza che ancora oggi viviamo, di quelli calpestati dalle istituzioni che ci amministrano, di quelli che servono per far valere la nostra dignità di cittadino e che invece vengono utilizzati impropriamente per rosicchiare il futuro delle giovani generezioni.
Spesso si parla della Costituzione italiana, alcuni vorrebbero "rimodernarla", altri, ritengono che ci si trovi al cospetto di una delle più "belle"del mondo, tutti però si battono per farla imparare ai ragazzi delle scuole dell'obbligo al fine di accrescere la loro coscienza civica.
Alla luce della realtà in cui viviamo ossia tra la spazzatura, che credibilità può avere un insegnante che legge l'art. 2 della costituzione alla sua classe?
Da qualche settimana non si può uscire di casa perchè l'aria è irrespirabile e quando entra nei polmoni lascia un senso di amaro in bocca, lo stesso che prova chi non può fare altro che accrescere la propria personalità soltanto al cospetto di una console di videogiochi.
Come può la legge essere uguale per tutti (art.3) se i cittadini di serie B devono farsi carico dei rifiuti prodotti da altri privilegiati e come poi tutta la società deve sopportare il costo delle attività illecite.
Ecco come le norme fondamentali del nostro ordinamento divengono "carta straccia" e i nobili sentimenti dei padri costituenti sviliscono in un senso di profondo sconforto.
E' paradossale poi come nella Repubblica delle "libertà" non solo la formazione della personalità del cittadino è seriamente compromessa ma, nel caso di specie, anche le libertà personali (art.13 e successivi).
A questo punto mi chiedo, che senso ha spiegare quali sono i diritti del cittadino, quando lo Stato non riesce a garantirli?
credo che davanti all'ennesimo diritto negato, (art. 41) quello all'iniziativa economica privata,(montagne di rifiuti accanto agli esercizi commerciali) anche un bambino delle scuole elementari incomincerà a capire che i principi fondamentali, quelli su cui poggia lo Stato di diritto del nostro ordinamento, siano formulati solo a livello ideale.
Tutto ciò porterà a considerare il "patto sociale"definitivamente fallito.
Si continuerànno ad ignorare i doveri di cittadino(non c'è do ut des), agevolando chi vuole vivere nell'illegalità, ma soprattutto si continuerà ad avere sempre meno rispetto per le istituzioni, perchè saranno quelle stesse che hanno "violato" le regole.
In tanto la città torna a sopportare la monnezza con i fazzoletti sui nasi quando l'odore è troppo acre e tra qualche mese il caldo farà marcire i sacchetti. I mercati rionali costruiranno le proprie bancarelle sulla spazzatura non raccolta del giorno prima, e le persone continueranno a fare la spesa camminando tra rifiuti.
La spazzatura era sparita, nascosta dall'esercito. E' tornata, ma ora è nascosta dalle TV. |